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Liberi di preferire

Non ci sono c...i, io odio Beppe Grillo.
Però su una cosa devo dargli ragione: gli italiani hanno il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso il meccanismo delle preferenze.
Un parlamento di cittadini è il nome della petizione popolare per la reintroduzione della preferenza, nel caso in cui il nuovo sistema elettorale sia proporzionale. Nel caso di sistema uninominale, invece, la petizione chiede che venga data la possibilità ai cittadini di candidarsi in un singolo collegio raccogliendo 500 firme.

Per sottoscrivere la petizione clicca qui.

E proprio perché Grillo mi sta sulle palle, preferisco affidarmi a un altro comico che difende questa posizione, uno che fa ridere perché è simpatico!

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Ruini e i principi non negoziabili - Summer School Fondazione Magna Charta

La frase del Cardinal Ruini sulla revisione della legge 194 è stata indubbiamente la scintilla che ha riacceso il dibattito; oltre che l’unico, o quasi, tema di attualità riportato dai media tra quelli affrontati durante la terza giornata della Summer School della Fondazione Magna Carta. Tuttavia il Cardinale ha toccato temi molti più ampi, di cui si può leggere più approfonditamente nell’articolo La ragione e la fede di Ruini infiammano la Summer School di Alessandro Marrone su L’Occidentale.

Notevole la risposta definitiva di Ruini a chi considera se stesso un “cattolico adulto”, capace cioè di decidere da solo quando ascoltare la parola della Chiesa e del Papa. "Nessuno è obbligato per legge ad essere cattolico, però se sono cattolico devo accettare la logica cattolica, e cioé che ci sia un'autorità, che non è solo del Papa, ma che comunque ha un vertice nel Papa, che devo rispettare. […] La parola adulto preferisco evitarla. E' nel giusto quel cattolico che è coerente con la legge del cattolicesimo e che rispetta il Papa."

Il Cardinale ha sottolineato la distinzione tra l’accettazione da parte dei cattolici deIla logica della democrazia, in forma della regola della maggioranza, e l’abbandono dei “principi non negoziabili”. Per i cattolici è quindi un dovere non abbandonare i propri principi anche quando messi in minoranza e di continuare a proporli per evitare l’adozione di leggi ad essi contrarie e per migliorare quelle esistenti per ridurre la distanza da tali principi.

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